Svetlana Roset - Associazione PENELOPE MARCHE

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Svetlana Roset

Persone Ritrovate


Svetlana Roset, 47 anni, di origini moldave esce dalla sua abitazione a Piobbico (Pesaro-Urbino) sabato 14 dicembre 2013 per andare a far legna in un bosco. La donna arrivata a Piobbico nei primi giorni di ottobre 2013, con lo scopo di fuggire da una vita coniugale ormai complicata, aveva trovato lavoro come badante presso una coppia di anziani. Il marito della donna, Nicolae Roset,  51 anni, residente in provincia di Grosseto, ossessionato dall’idea di un presunto tradimento della moglie l’aveva rintracciata nel giro di poche settimane con l’intento di riconquistarla sfruttando la rete di conoscenze fra moldavi che vivono nelle Marche, anche se per lei la convivenza con il marito era oramai divenuta impossibile. A fine novembre l’uomo ha raggiunto Piobbico vivendo da solo in un piccolo appartamento che la moglie gli aveva preso in affitto. La mattina della scomparsa la coppia viene filmata da una telecamera all’uscita da un supermercato dove aveva fatto la spesa. Svetlana successivamente parlerà al telefono con un familiare spiegando che sarebbe andata a fare la legna con suo marito in un bosco. A Isola di Piobbico si consuma il delitto. Secondo alcuni testimoni la donna avrebbe avuto un litigio col marito e da qui sarebbe scaturita l’azione omicida dell’uomo che l’avrebbe stordita per poi gettarla nel fiume Candigliano con zavorre di cemento ai piedi e al corpo per avere la sicurezza che non tornasse a galla. La denuncia di scomparsa di Svetlana viene fatta la mattina seguente dai figli della coppia. Nicolae fugge prendendo un treno a Fano con direzione nord. Per giorni resta irreperibile. Le incessanti ricerche  si concentrano nei corsi d’acqua e negli anfratti della zona. Dopo due settimane di intense ricerche nel tardo pomeriggio del giorno di Natale la macabra scoperta ad opera dei Carabinieri, Vigili del Fuoco e alcuni volontari che hanno estratto il corpo della donna da una cisterna piena d’acqua, nei pressi del cimitero del paese. Il marito, unico indagato, fa perdere le proprie tracce per giorni, ma gli inquirenti non escludono che possa essere ritornato in Moldavia. Dopo circa un mese l’uomo viene arrestato a Mosca. Nella fuga, ha potuto contare sull'appoggio dei familiari moldavi, almeno di alcuni, che gli hanno permesso di arrivare in Russia e di nascondersi in attesa di trovare una nuova identità.  Le indagini per la ricerca dell’uomo vengono condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Urbino e dal Comando provinciale dell'Arma, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Direzione centrale della Polizia criminale italiana e dalla Direzione centrale per i Servizi antidroga presso l'Ambasciata d'Italia a Mosca.

 
 
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