Roberto Straccia - Associazione PENELOPE MARCHE

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Roberto Straccia

Persone Ritrovate


Roberto Straccia, studente di Mediazione linguistica all’Università D’Annunzio di Pescara, è sparito nel nulla mercoledì 14 dicembre 2011, dopo essere uscito dal suo appartamento nelle prime ore del pomeriggio, per andare a fare jogging sul lungomare di Pescara, come era solito fare. Era uscito indossando pantaloncini rossi, un giubbotto k-way blu, calzettoni neri e un cappello di lana nero. Aveva con sé solo le chiavi dell’appartamento dove viveva, lasciando invece nella sua stanza il cellulare. I coinquilini dopo un paio d’ore non vedendolo ritornare, allertati, si recano alla stazione dei Carabinieri di Pescara per denunciarne la scomparsa. Si avviano subito le ricerche, ma del giovane non vi è traccia e non viene esclusa alcuna ipotesi. Grande è la mobilitazione per la ricerca del giovane di Moresco, oltre alle forze dell’ordine partecipano alla ricerca anche gli amici di Roberto e giungono dalle Marche altre persone che appositamente si uniscono. Vengono passate al setaccio Pescara e il quartiere San Silvestro, Montesilvano (Pescara), Francavilla al Mare (Chieti), oltre a zone nuove come Città Sant’Angelo (Pescara) e Silvi (Teramo). Le battute di ricerca proseguono ininterrottamente e si controlla anche la zona della Riserva D’Annunziana. Si organizza una fiaccolata pochi giorni dopo la sparizione e anche a Natale si cerca Roberto, ma di lui nessuna traccia. Intanto viene aperto un fascicolo sul caso dalla Procura di Pescara che indaga sulla scomparsa del giovane. Tutte le persone vicine a Roberto lo descrivono come un ragazzo serio, gioioso e sereno. Pieno di entusiasmo, di progetti e voglia di vivere, amante dello sport fin da bambino, persona pronta ai sacrifici e grande amante di un sano stile di vita. E per questo viene escluso l’allontanamento volontario. I genitori, Mario e Rita, insieme alla sorella Lorena accorsi a Pescara dopo aver appreso la notizia della scomparsa, non riescono a trovare una logica, una minima spiegazione a quanto accaduto, e costantemente si sono recati  nel capoluogo abruzzese sperando di capire qualcosa in più su questa sparizione misteriosa.
Il 4 gennaio 2012 la famiglia decide di attivare anche un numero verde, 24 ore su 24, per raccogliere eventuali segnalazioni. A rispondere alle telefonate, oltre agli operatore del Call Center, ci sono la sorella Lorena e gli amici più stretti.
Il 7 gennaio 2012 viene ritrovato sugli scogli del litorale di Bari il corpo senza vita di Roberto Straccia. Appresa la notizia del rinvenimento del cadavere viene annullata di comune accordo con la parrocchia, i familiari, il sindaco di Moresco anche la fiaccolata, promossa insieme all’associazione Penelope,  che si sarebbe dovuta svolgere nel pomeriggio di sabato 14 gennaio, ad un mese dalla scomparsa del giovane. Dall’esame autoptico eseguito dal medico legale Giancarlo Divella, nominato dalla Procura di Bari, il giovane di Moresco (Fermo) sarebbe morto per annegamento, è stata rinvenuta acqua nei polmoni, anche se in quantità minima. Sul corpo non risultano, infatti, segni di violenza o lesioni. Ḕ stato anche eseguito l’esame del Dna, che ha così accertato ufficialmente l’identità del cadavere sfigurato dovuto alla permanenza in acqua. Il referto dell’autopsia contiene anche i risultati della perizia tossicologica dove non emerge nessuna traccia di farmaci, droghe o alcolici. I consulenti informatici hanno anche analizzato la memoria dell’iPod, ritrovato nella tasca del giovane, dove emergerebbe che l’apparecchio musicale era funzionante anche il giorno dopo la scomparsa di Roberto, ma in acqua nessun dispositivo elettronico può riaccendersi automaticamente. Il 30 ottobre 2012 il procuratore di Pescara, Giuseppe Bellelli, ufficializza la richiesta di archiviazione per il caso Straccia spiegando che non sono emersi fatti di reato. La famiglia si oppone alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura indicando nuovi temi di indagine. Il 19 marzo 2013 il Gip del Tribunale di Pescara si riserva sull’opposizione alla richiesta di archiviazione sulla vicenda. Il 24 giugno 2013 la conferma dell’archiviazione: il Gip Sarandrea archivia il caso di Roberto Straccia, ma il mistero sulla sua morte resta aperto.


 
 
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