Renata Rapposelli - Associazione PENELOPE MARCHE

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Renata Rapposelli

Persone Ritrovate



Renata Rapposelli, 63 anni, scompare lunedì 9 ottobre 2017 giorno in cui rientra da un viaggio a Giulianova dai familiari. La donna abruzzese, originaria di Chieti, viveva ad Ancona da qualche anno e il giorno in cui è scomparsa era andata a trovare con il treno suo figlio in Abruzzo. La donna conosciuta come la pittrice “Reny”, aveva un piccolo atelier in Corso Amendola, ad Ancona, e per giorni risulta irrintracciabile. Gli amici della donna cercano per giorni di mettersi in contatto con lei telefonicamente ma non riescono più a sentirla, in quanto il telefono prima risulta irranggiungibile e successivamente spento. Gli stessi amici presentano denuncia di scomparsa, lunedì 16 ottobre 2017, ai Carabinieri di Cingoli ipotizzando che potesse esserle accaduto qualcosa. Scattano le ricerche da parte delle Forze dell’Ordine che vanno a visionare l’abitazione nella città dorica. All’interno della casa gli uomini dell’Arma ritrovano la sua carta d’identità. I familiari della donna, figlio ed ex marito, sono le ultime persone ad averla vista. Parallelamente si svolgono ricerche anche nell’abitazione dei Santoleri. E proprio il figlio della donna, Simone Santoleri, lancia numerosi appelli in tv a seguito della scomparsa di sua madre. Lo stesso dichiara che la madre sarebbe stata accompagnata da suo padre, ex marito della donna, a Loreto nei pressi del Santuario. L’ex marito invece dopo aver appreso della sparizione della donna si fa ricoverare nel reparto di psichiatria dell’Ospedale di Giulianova. Giunge successivamente una segnalazione ad opera di una vicina di casa dei Santoleri che durante una trasmissione tv avrebbe raccontato di aver sentito, il 9 ottobre, dei rumori provenienti dall’appartamento contiguo. La Procura di Ancona dispone ulteriori accertamenti dopo tale segnalazione. Gli esperti del Ris si recano a Giulianova nell’abitazione dei Santoleri per approfondimenti. Gli esperti cercano capelli e sostanze organiche in un immobile vicino a quello dei familiari e se ci fosse la presenza di tracce biologiche appartenenti alla donna. I due vengono sentiti dal PM presso la Caserma dei Carabinieri di Ancona e a seguito dell’interrogatorio vengono consegnati gli avvisi di garanzia a figlio ed ex marito. Vengono indagati per concorso in omicidio. La casa di Giulianova viene messa sotto sequestro. L’ex marito sostiene di aver litigato in casa a Giulianova con Renata per questioni economiche e di averla riaccompagnata in auto a Loreto e poi non averne più avuto notizie. Simone Santoleri dichiara di aver sentito i genitori litigare e chiesto al padre di riaccompagnare la madre ad Ancona. Il 10 novembre 2017 sulle rive del fiume Chienti, in una zona impervia in contrada Abbadia di Fiastra, Tolentino, viene rinvenuto casualmente un cadavere da un operaio. Vengono allertate le Forze dell’Ordine. Dai primi elementi raccolti il corpo di donna ritrovato sembra indossare gli stessi abiti che portava Renata Rapposelli. Il corpo ritrovato in avanzato stato di putrefazione ed esposto alle intemperie per molti giorni, risulta essere molto deteriorato. Viene disposta l’autopsia, così come vengono disposti gli esami del dna sul corpo della donna e confrontati con quelli di Simone Santoleri. A seguito degli accertamenti medico-legali effettuati sul cadavere emerge la conferma che trattasi di Renata Rapposelli. Su disposizione della Procura il corpo della donna viene conservato all’obitorio di Macerata per diversi mesi al fine di poter procedere ulteriormente all’acquisizione dei reperti sulla salma e sugli indumenti che la stessa pittrice portava il giorno del ritrovamento del cadavere. Tra gli oggetti rinvenuti un orologio in acciaio e due collanine di stampo religioso. Nei giorni successivi gli uomini del Ris espletano sopralluoghi nel luogo del ritrovamento del cadavere per prelevare campioni di terriccio da comparare con quelli prelevati nella macchina di Simone Santoleri a Giulianova. Il 6 marzo 2018 i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona, a seguito di vari indizi e numerosi riscontri, arrestano Simone e Giuseppe Santoleri formalmente accusati di omicidio volontario e distruzione di cadavere in concorso. Il movente: è scoppiato un litigio per motivi economici. Simone Santoleri come racconta una testimone ha urlato una frase il 9 ottobre 2017: “Ti sei venuta a riprendere tutto”. Nella ricostruzione accusatoria lo stesso Simone covava da sempre rancori nei riguardi della madre per averlo abbandonato. Il fascicolo è ora nelle mani della Procura di Teramo per competenza territoriale.


 
 
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