Pietro Sarchiè - Associazione PENELOPE MARCHE

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Pietro Sarchiè

Persone Ritrovate


Pietro Sarchiè, 61 anni, commerciante ambulante di pesce residente a San Benedetto del Tronto (AP) la mattina di mercoledì 18 giugno 2014 parte da casa verso le tre del mattino per andare a lavorare nell’entroterra maceratese per consegnare il pesce a dei clienti a bordo del suo furgone refrigerato, un Ford Transit di colore bianco a strisce blu. Come consuetudine la moglie Ave ogni mattina era solito chiamarlo, ma la mattina del 18 giugno non riesce a sentirlo così decide di chiamare la titolare di un panificio di Sefro chiedendole se lei lo avesse visto. Anche la commerciante prova a chiamarlo e alla prima telefonata fatta verso le 11.00  il cellulare squilla a vuoto, poi riprova più tardi e risponde una voce maschile dicendo che Pietro aveva avuto un contrattempo, ma sarebbe passato più tardi. Successivamente richiama e sempre la stessa persona dice di non sentirsi bene. I familiari tentano più volte di richiamare Pietro, ma senza esito cosicché iniziano a preoccuparsi. Nel pomeriggio la moglie Ave decide di sporgere denuncia di scomparsa alla Staz. dei Carabinieri di San Benedetto del Tronto. Partono così le ricerche dell’uomo nel maceratese da parte dei Carabinieri di Camerino e Vigili del Fuoco nelle località dove era solito consegnare il pesce tra cui Fiastra dove il cellulare di Sarchiè aggancia la cella telefonica. Ignoti per i familiari i motivi del suo allontanamento, in quanto non risulterebbero problemi economici, né di altro genere. L’uomo era giunto nella zona di Pioraco (Camerino) alle 7.45 circa, aveva servito la prima cliente nella frazione di Seppio, alle 7.58 a Sellano ha servito la seconda cliente e da lì avrebbe dovuto spostarsi di circa 600 metri per raggiungere un’altra acquirente, ma non vi è mai arrivato. La famiglia si rivolge anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?” lanciando diversi appelli ed escludendo sin da subito l’allontanamento volontario. Trascorsi 12 giorni, i Carabinieri di Fiastra e Camerino, coordinati dalla Procura di Macerata, non trovano alcuna traccia, da qui la decisione di sospendere le ricerche. A mettere fuori strada gli investigatori, l’errore del numero telefonico controllato a Roma Fiumicino, che non era quello di Sarchiè, ma di un’altra persona. Una svista nel digitare il prefisso, fatta da una cliente del commerciante, che stava cercando di mettersi in contatto telefonico con lui appena appresa la notizia della scomparsa che, per quasi una settimana ha portato gli investigatori a lavorare sulla pista laziale.  La notizia però che la Prefettura ha disposto la sospensione dell’attività di ricerca, ha suscitato la reazione dell’Associazione Penelope che offre assistenza gratuita alle famiglie di persone scomparse. Ma le indagini sono ripartite con le ricerche sul campo e nuovi accertamenti tecnici, dei quali si avranno eventuali riscontri non prima di dieci giorni. Sabato 5 luglio 2014 la macabra scoperta. Viene rinvenuto in una zona di campagna al confine tra San Severino e Castelraimondo, in località Valle dei Grilli, un corpo semi carbonizzato di un uomo. Ad attirare l’attenzione del carabiniere che si trovava lungo una strada che conduce ad una chiesetta abbandonata, un odore fortissimo, e della terra smossa di recente. Il militare ha chiamato i colleghi ed insieme hanno iniziato a scavare la terra nel punto in cui era smossa. Sotto alcuni calcinacci hanno trovato un materasso e racchiuso in un sacco di plastica della spazzatura un corpo carbonizzato nella parte superiore. Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. Sarchiè è stato riconosciuto grazie alla fede nuziale e agli abiti. A svolgere l’autopsia sul corpo viene chiamato dalla procura il medico legale Raffaele Giorgetti che constaterà a conclusione degli esami che Sarchiè è stato ucciso da cinque proiettili. Le indagini condotte dai Carabinieri di Macerata prendono in considerazione varie ipotesi: dal delitto passionale a quello di natura economica, legato all’attività di Sarchiè che potrebbe essere rimasto vittima di un tentativo di estorsione al quale non si sarebbe piegato.  Le indagini coordinate dalla Procura di Macerata nella veste del procuratore capo Giovanni Giorgio proseguono per cercare gli autori dell’efferato delitto e a distanza di pochi giorni quattro persone vengono indagate. Si tratta di quattro catanesi, legati da legami di amicizia, tra essi Giuseppe Farina, anch’esso pescivendolo e accusato di omicidio e occultamento di cadavere, Santo Seminara, indagato per favoreggiamento e distruzione di cadavere e i coniugi Domenico Torrisi e Maria Ansaldi sospettati di favoreggiamento. Tra gli indagati c’è anche il figlio di Farina cui viene contestato il concorso in omicidio. Tanta la solidarietà espressa nei riguardi della famiglia da parenti, amici e dai cittadini delle località maceratesi dove Sarchiè serviva la clientela. Diverse le fiaccolate per commemorare il suo ricordo: domenica 3 agosto 2014 a Pioraco, domenica 10 agosto 2014 a Fiuminata, venerdì 22 agosto 2014 a Visso e sabato 30 agosto 2014 a San Benedetto del Tronto.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu